da Jostein Gaarder, C’è nessuno?, Salani, 1997
Rimasi a lungo a contemplare le stelle, chiedendomi se da qualche parte, lontano, esisteva qualche forma di vita, oppure se la Terra era l’unico pianeta abitato di tutto l’universo. Comunque sia, in quel momento ero l’unico abitante della casa e mi annoiavo un po’.A poco a poco, il cielo cominciava a schiarirsi: anzichè completamente nero, adesso era blu. La casa era avvolta nel silenzio e io sentivo le onde infrangersi contro il pontile giù nella caletta. Non avevo paura del buio e da quando avevo cominciato a costrutire astronavi e moduli lunari, pensavo spesso allo spazio: ciononostante, quello che accadde mi fece trasalire.
«Perché hai fatto l’inchino?» mi chiese allora quasi offeso. «Perché hai risposto in modo intelligente alla mia domanda» spiegai. Allora Mika con voce limpida e chiara scandì alcune parole che non ho mai più dimenticato: «Una risposta non merita mai un inchino: per quanto intelligente e giusta ci possa sembrare, non dobbiamo mai inchinarci a una risposta […] Una risposta è il tratto di strada che ti sei lasciato alle spalle. Solo una domanda può puntare oltre». Quelle parole mi sembrarono talmente sagge che dovetti trattenermi a forza per non fare un altro inchino.
Giudizio sinteticoChe l’autore sia un filosofo e non uno scrittore per bambini non si può nascondere, nel racconto i fatti sono in massima parte un pretesto per affrontare le grandi domande filosofiche dell’uomo, ‘chi siamo?’, ‘dove andiamo?’, ‘da dove veniamo?’ e non uno spunto da cui le domande nascono in modo spontaneo. Attenzione, la posizione dell’autore è solo apparentemente super partes, pur biasimando le risposte e osannando le domande una risposta ce la sta già dando.
TramaJaokim è lo zio di Camilla, le scrive una lettera per raccontarle una storia a lui accaduta tanti anni fa. È in casa da solo, mamma e papà sono in ospedale perché sta per nascere suo fratello, e dal cielo cade sul melo del giardino Mika un giovane extraterrestre. I due diventano buoni amici e iniziano a raccontarsi e spiagarsi in un confronto serrato i loro mondi. Mika ovviamente tornerà nel suo mondo, proprio quando papà torna a casa annunciando la nascita del fratellino.
Genere Racconto
Età di lettura indipendente 12-99
Età di lettura ad alta voce 6-12
Valutazione sufficiente
pp. 117, prezzo 9,00€
Lug 14, 2013 / 1 nota

da Jostein Gaarder, C’è nessuno?, Salani, 1997

Rimasi a lungo a contemplare le stelle, chiedendomi se da qualche parte, lontano, esisteva qualche forma di vita, oppure se la Terra era l’unico pianeta abitato di tutto l’universo. Comunque sia, in quel momento ero l’unico abitante della casa e mi annoiavo un po’.
A poco a poco, il cielo cominciava a schiarirsi: anzichè completamente nero, adesso era blu. La casa era avvolta nel silenzio e io sentivo le onde infrangersi contro il pontile giù nella caletta.
Non avevo paura del buio e da quando avevo cominciato a costrutire astronavi e moduli lunari, pensavo spesso allo spazio: ciononostante, quello che accadde mi fece trasalire.

«Perché hai fatto l’inchino?» mi chiese allora quasi offeso.
«Perché hai risposto in modo intelligente alla mia domanda» spiegai.
Allora Mika con voce limpida e chiara scandì alcune parole che non ho mai più dimenticato:
«Una risposta non merita mai un inchino: per quanto intelligente e giusta ci possa sembrare, non dobbiamo mai inchinarci a una risposta […] Una risposta è il tratto di strada che ti sei lasciato alle spalle. Solo una domanda può puntare oltre».
Quelle parole mi sembrarono talmente sagge che dovetti trattenermi a forza per non fare un altro inchino.

Giudizio sintetico
Che l’autore sia un filosofo e non uno scrittore per bambini non si può nascondere, nel racconto i fatti sono in massima parte un pretesto per affrontare le grandi domande filosofiche dell’uomo, ‘chi siamo?’, ‘dove andiamo?’, ‘da dove veniamo?’ e non uno spunto da cui le domande nascono in modo spontaneo. Attenzione, la posizione dell’autore è solo apparentemente super partes, pur biasimando le risposte e osannando le domande una risposta ce la sta già dando.

Trama
Jaokim è lo zio di Camilla, le scrive una lettera per raccontarle una storia a lui accaduta tanti anni fa. È in casa da solo, mamma e papà sono in ospedale perché sta per nascere suo fratello, e dal cielo cade sul melo del giardino Mika un giovane extraterrestre. I due diventano buoni amici e iniziano a raccontarsi e spiagarsi in un confronto serrato i loro mondi. Mika ovviamente tornerà nel suo mondo, proprio quando papà torna a casa annunciando la nascita del fratellino.

Genere Racconto

Età di lettura indipendente 12-99

Età di lettura ad alta voce 6-12

Valutazione sufficiente

pp. 117, prezzo 9,00€

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